11 Brand FW26: le rivelazioni che stanno riscrivendo le regole del fashion commerce
September 1, 2025
Il mercato moda sta cambiando. Heritage, hype e nuove regole si intrecciano in un ecosistema sempre più complesso, dove non basta seguire i trend: serve anticiparli.
Abbiamo analizzato 11 brand chiave della stagione Fall/Winter ’26 per capire chi sta guidando il cambiamento e quali strategie stanno funzionando oggi tra storytelling, omnicanalità e community-driven commerce.
Questa è un’anteprima. La guida completa? La scarichi in fondo.
1. Heritage che incontra l’innovazione
I grandi brand storici hanno scelto la strada più difficile: reinventarsi senza tradire la propria identità.
Max Mara sta ridefinendo il concetto di lusso soft con un approccio “figitale”: oltre 300 boutique in Cina integrate a piattaforme come WeChat e Xiaohongshu, unendo retail fisico ed esperienze digitali in un unico ecosistema.
Barbour trasforma la tradizione in hype: collaborazioni con Gucci, Alexa Chung e Ganni hanno reso virali le sue giacche cerate vintage su TikTok, portando un +20% YoY di fatturato.
Woolrich punta a un’espansione globale grazie all’accordo con Baoxiniao Holding e capsule streetwear pensate per intercettare un pubblico giovane, mantenendo però il suo heritage premium intatto.
2. L’ascesa dei brand community-first
C’è chi non vende prodotti, ma identità.Marchi emergenti che hanno saputo costruire community fortissime prima ancora di pensare alla distribuzione.
Fivefourfive ha trasformato 540K follower in una macchina da hype: capsule mensili sold out in poche ore, oltre 6,1 milioni di dollari di ricavi e una crescita prevista del +40% nel 2025.
Springa non fa sneaker, costruisce storie uniche: materiali upcycled, tecniche artigianali e drops limitati che creano desiderabilità istantanea.
Puraai, brand giapponese, porta avanti una filosofia radicale: sneaker 100% vegan, certificate PETA, con un posizionamento chiaro e una community eco-conscious sempre più solida.
3. Outsider e nuove regole da Pitti Uomo
Il cambiamento arriva anche dagli outsider: talenti emergenti che stanno già ridefinendo i confini tra moda, arte e tecnologia.
Post Archive Faction (PAF) → design sudcoreano radicale, funzionalità estrema e sperimentazione tessile.
Children of the Discordance → layering, upcycling e contaminazioni street per una narrazione visiva che conquista il resale.
Niccolò Pasqualetti → approccio scultoreo e sartorialità organica, un nome che Vogue Italia ha già inserito tra i talenti da osservare.
4. Cosa ci insegnano questi 11 brand
La FW26 racconta un equilibrio nuovo:
unicità come leva strategica.
community come motore di crescita.
digitale come spazio di sperimentazione.
Non è più tempo di seguire le tendenze: i brand che stanno vincendo le creano.
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